giovedì 28 aprile 2011

E' tornata la tortorella!!!

Per la gioia dei bimbi, e di tutti noi, è tornata a trovarci la tortorina... due giorni fa ha fatto il nido, oggi vi abbiamo trovato un ovetto fresco fresco!

L'ovetto appena fatto....
Lei se ne sta tutto il giorno in cova, si lascia avvicinare, con un pò di timore, ma non vola nemmeno quando chiudo la persiana vicina.
Lui sta di guardia sul filo della luce di fronte, poco sotto la finestra. Al mattino verso le sei e mezza ci chiama con il suo dolce tu tuutu, ci avvisa che è iniziato il giorno.



Ecco mamma Tortora sul bordo della finestra
 Speriamo che vada tutto bene come due anni fa, che diventammo zii adottivi di due pennuti.

martedì 19 aprile 2011

Piccoli semi... di vita!

Come al solito, devo riprendere il filo di un discorso lasciato in sospeso... eh, si, perchè qui non si batte la fiacca, e come dimostra il fatto che il blog non viene aggiornato, siamo più spesso in giro che in casa...

Siamo stati quattro giorni in Toscana per il ponte del 17 marzo... Firenze, S. Giovanni Valdarno, Arezzo, Siena!
Ponte Vecchio a Firenze...sotto la pioggia!

Per i bambini è stato bello però soprattutto giocare sull'aia dell'agriturismo...


 A Siena ci sono tante cose da vedere e fare turismo ... stanca!

...bisogna riposare su uno scalino nella contrada del bruco!


domenica 13 marzo 2011

In compagnia dei Topi Folletti, costruiamo un sommergibile con la carta stagnola!


Sull'onda dell'entusiasmo della visita al Nazario Sauro fatta da Pietro con la classe, ecco cosa si è inventato il Topo Folletto Pietro,  imitando Milo Cotogno della Melevisione, suo mèntore, e aiutato dal Topo Folletto Pippo!




Ecco il risultato



Carnevale!

Eccomi, dopo un poco di silenzio (periodo molto impegnato...) aggiorno con alcuni spunti il blog dei topi, in attesa di venire in possesso delle foto della settimana bianca...

Per prima cosa, ecco i bellissimi fiori che mi ha regalato mio marito per la Festa della Donna!

Mimosa e orchidea
Con un poco di ritardo, ecco alcune immagini di come abbiamo festeggiato martedì grasso in famiglia. Quest'anno non abbiamo dato importanza ai vestiti ma al trucco; con colori appositi e modelli alla mano, mi sono dlilettata a dipingere i musetti carini dei miei topi, facendoli diventare Spiderman e Uomotigre.
... ed ecco il risultato!
Poi abbiamo fatto insieme le bugie e i pansotti ripieni di marmellata... un successone! Slurp!

Il risultato goloso è stato divorato in un baleno!

Le bugie secondo la ricetta di Nonna Rosa...

...e i pansotti!!


lunedì 14 febbraio 2011

Finalmente in montagna... e buon San Valentino!!

Prima di tutto.. Buon San Valentino a tutti gli innamorati!

Un fine settimana al paesino, nostra meta di svago e relax... sono anche riuscita a fare una gita di scialpinismo, una bellissima salita alla Cima Missun sabato, sotto un sole splendido e un caldo direi quasi innaturale, primaverile... sebbene la cima avesse la neve ghiacciata e abbia dovuto mettere i coltelli agli sci per non scivolare a fondo valle!

Il traversone che porta alla cima dalla Colla Rossa

Il bosco delle Navette non delude mai, è sempre magico con i suoi larici secolari, il silenzio intrappolato tra i nudi tronchi, solo i ruscelletti che parlottano... abbiamo incontrato salendo una coppia di caprioli che con il loro sederotto bianco si sono subito eclissati verso valle.
Dopo cena, tornando al paesino una lepre mi è saltata davanti all'auto, aveva due occhioni enormi!!
Ringrazio Heli per avermi regalato le gemme pelose del salicone, che l'hanno scorso le ho invidiato nel vaso per tutto l'inverno; sono bellissime e ci terranno compagnia spero per molto tempo!!

Le gemme pelose del salicone in un vaso speciale

mercoledì 9 febbraio 2011

Piccoli passi... per ritrovare la forma!!!

Oggi mi sono dedicata un'ora di tempo, vista la splendida giornata... Dopo aver fatto le commissioni ho parcheggiato lo scooter ai piedi della pedonale che si inerpica tra i palazzi, per giungere dove sorge il Santuario della Madonna del Monte. E' proprio di fronte a casa nostra, e da quel punto si gode un ottima vista di Genova, sulla Val Bisagno, sui forti e sul mare. La sera, il Santuario illuminato ci tiene compagnia, lo vediamo dalle finestre ed è per noi una sorta di protezione.

Facciata del Santuario
 Per giungervi bisogna arrancare in salita mozzafiato per mezz'oretta circa. Niente di meglio per riprendere un poco di forma fisica e rilassarsi! Giunti là si può poi passeggiare tra i lecci secolari e le antiche casette alla genovese, nei vicoli della zona, oppure andare a far visita nell'ottocentesco cimiterino, ora abbandonato e decadente, che mostra antiche tombe di famiglia dall'aspetto sinistro: ci si potrebbe girare un film dell'horror...
Sì, è davvero un luogo magico, siamo fortunati ad averlo così a portata di mano!!!!



La porta di una tomba abbandonata... brrrr

lunedì 7 febbraio 2011

Trenini, che passione!!

Il Natale appena trascorso ha portato ai topini un regalo fuori dal tempo, che nulla ha a che vedere con Play Station, Psp, DS e via dicendo, ma che conserva un fascino immutato: il trenino elettrico! Originale della Fleischmann in scala N, come da consigli del Nonno Silva anche detto "Nonno Roso". La passione dei trenini arriva senza dubbio dal tempo dei nonni: anche nonno Pietro infatti aveva una notevole dotazione in scala H, di cui oggi ci sono perveuti alcuni pezzi... Ma senza dubbio la presenza di un trenino a casa dei nonni a Imperia tutti i Natale, ha fatto la sua parte.
Noi abbiamo iniziato con poco, ma vi assicuro che la passione dei piccoli è stata contagiosa per tutti: anche io, gli ultimi giorni di vacanza, mi sono ritrovata a divertirmi nel costruire un mio personale modello di pista con scambi, galleria, casette e macchinine in scala... e poi, ipnotizzata dal correre dei piccoli convogli, ho dimenticato di preparare il pranzo domenicale!!!

La Stazione di TopoCity
Ma non solo: anche la Tita ha mostrato un certo interesse verso i trenini, peccato che ha finito per saltarci sopra distruggendo tutta la mia creazione...

Un primo approccio... prima del grande balzo!!
Ora i trenini sono riposti, in attesa del prossimo Natale, perchè certe cose è bello poterle avere solo in certi momenti. E' questo il segreto della Meraviglia e dell' Attesa che oggi più che mai vanno fatte conoscere ai bambini...

lunedì 31 gennaio 2011

Una giornata come tante...

Credo che il segreto per la felicità stia nel saper trarre gioia nelle piccole cose quotidiane. Oggi, ad esempio, ho cucinato i Muffins al cioccolato per i miei bambini e per i quali ringrazio la zia Patty che ci ha fornito la ricetta; ora sono nel forno e un buon odorino già invade la casa. Fuori la città  è grigia e fredda, ma qui, nel nostro nido, tutto è caldo e accogliente.

Ecco i Muffins, caldi caldi...

 
Cosa vogliamo di più? La compagnia degli amici e dei cari lontani ai quali rivolgiamo un dolce saluto!!!


Ne approfitto per inserire sul blog la mia ultima ispirazione della serie delle Fate: la Fata dell'Aquilegia. L'Aquilegia è un fiore bellissimo, molto elegante, la cui corolla è diversa da tutti gli altri fiori spontanei della montagna. Io l'ho incontrato poche volte di cui una la ricordo benissimo, durante la gita da Upega a Carnino per il sentiero del Colle del Lagarè (Alta Valle Tanaro). 
La Fata Aquilegia è una Fata romantica e delicata che vive nel boschi, nei prati e nelle zone rocciose calcaree. Veste un cappello bizzarro, la cui forma ricorda gli artigli dell'aquila. Prepara un infuso capace di rendere la vista acuta come quella del rapace.


domenica 30 gennaio 2011

Oggi nevica!

 Eh si, anche quest'anno è tornata la neve in città; quando scende è sempre bella, sebbene io la preferisca in montagna! Ha lasciato un sottile velo sulle cose, rendendo come al solito tutto più magico...


... sui limoni dei giardini...
...  e sulle mimose pronte a fiorire.

Noi abbiamo passato il tempo in attività "creative", quelle che non si possono fare mai nei giorni normali in cui si è sempre di corsa.

Pippo ha realizzato questo quadro "futurista" in tecnica mista, per le quali ringrazio la mia collega Marcella dalla quale ho molto da imparare e che mi ha dato preziosi consigli su come far lavorare i piccoli con i colori, per liberare le loro energie!

sabato 29 gennaio 2011

Sono tornata!

Si lo so, sono stata assente per molto tempo, ma nel frattempo ho partecipato ad un concorso pubblico, ho trascorso una estate molto impegnativa con i miei bimbi sempre al fianco,
abbiamo iniziato la ristrutturazione della baita sui pascoli, ho iniziato a lavorare come maestra di asilo nido... insomma, mi sono data da fare e alla piena età dei 40 ho cominciato a dare una svolta alla mia vita!!

Anche il mio lato crativo ne ha tratto nuova linfa e sono nati molti progetti, che come al solito e nel pieno rispetto della mia natura... rimarranno tutti a metà strada!

venerdì 30 aprile 2010

Soddisfazioni di mamma

Trascrivo interamente il tema che mio figlio Pietro ha svolto a scuola, perchè il "cuore di mamma" ce l'ho anche io e a leggere quel tema mi si è riempito di felicità. Attraverso una descrizione apparentemente tutta esteriore, ha colto aspetti profondi di me, nei quali mi riconosco. Nessuno avrebbe potuto descrivermi meglio con altrettanta semplice sintesi; miracoli dei bambini! Gli elementi salienti della descrizione poi sono presenti anche nel disegno, io sono nel centro di un grande sole, al tramonto ma ancora luminoso, e ho intorno tutti gli elementi della natura. Grazie Pietrino, di non aver descritto i tanti difetti che possiedo e che tu bene conosci: hai tenuto su quelli un silenzioso riserbo che mi conferma ulteriormente il bene che mi vuoi.

Tema
Parla di una persona molto cara

Svolgimento
La mia mamma

La mia mamma è una signora molto bella perchè ha i capelli marroni e ricci, ha gli occhi marroni, il colore della pelle chiara.
Le piace il suo lavoro e lo fa molto bene, ha molti sentimenti. A me e mio fratello ci vuole bene. Le piace andare a cavallo e fare le gite, e le piace cantare e suonare. Lavora con una sua amica di nome Daniela.
Mia mamma mi aiuta in cose che non so fare ma lei è così furba che riesce a far qualcosa di molto difficile.
Le piace mangiare la carne, il pollo, l'insalata e le piace lo yogurt.
Vorrebbe vedere i merli che cinguettano sul filo della mia cameretta.


martedì 26 gennaio 2010

Oggi abbiamo fatto la pasta di sale!



Approfittando delle "vacanze forzate" dovute all'influenza, oggi io e Filippo abbiamo fatto i maialini con la pasta di sale. Abbiamo impastato farina e sale con l'acqua, abbiamo lavorato la pasta e poi ci siamo divertiti a fare tante formine diverse. Le abbiamo fatte asciugare nel forno tiepido ventilato e colorate con gli acquerelli. Guardate che carini questi maialini!

martedì 5 gennaio 2010

Bentornati, buon 2010!



La fine e l'inizio dell'anno sono stati caratterizzati dalla presenza del ghiaccio. Magico ma pericoloso elemento, figlio dell'unione dell'acqua e la pietra.

giovedì 17 dicembre 2009

Il carattere degli alberi


L'abete


E' l'assoluto protagnista del momento. Così verde, alto, protrae la punta al cielo ma allarga le dolci, accoglienti fronde verso terra, per abbracciare e proteggere tutti coloro che vorranno trovare rifugio dal freddo invernale. Le sue radici sono fortissime, ancorate al terreno. A differenza di altri alberi l'abete d' inverno non si spoglia e non si mette a letto: resta ben vestito e desto, ad osservare attento quello che avviene. Ed è fiero di questo suo ruolo, l'abete è un tipo sicuro di se stesso, calmo e dolce, molto rilassato. Ha una voce bellissima, l'abete. Suadente e confortante, risuona quando il forte vento della tormenta soffia gelo tutto intorno, come a infondere coraggio. Il tronco è caldo al tatto, spesso coperto di una soffice pelliccia di muschi e licheni.
L'abete ha una energia che si espande dalla terra verso l'alto, con fluidità e senza ostacoli, ed esce preponderante dalla corona (settimo chakra) dove si concentrano i suoi coni portatori del seme. E' simbolo della luce che giunge nel momento più buio dell'anno e della nascita o (ri) nascita spirituale. Il suo messaggio è quello di affrontare la vita in modo più rilassato.

venerdì 4 dicembre 2009

In preparazione al Natale


La luce che hai ricevuto durante l'estate, la luce spirituale, deve riempire la tua vita di un diverso significato.
Gli scopi del tuo anelare, lavorare e produrre, devono essere illuminati dalle luce che hai ricevuto.
Così potrai sacrificarti per l'evoluzione del mondo, com'è giusto che tu faccia.
Tutto questo, lo potrai attuare sicuramente, nella veniente illuminazione natalizia, che la tua anima potrà vivere.


(R. Steiner - Calendario dell'anima - 36^)

lunedì 30 novembre 2009

Il carttere degli alberi



LA QUERCIA

La quercia è una massaia robusta e laboriosa. È la donna popolana, scaltra, vissuta, con molti figli a cui dare da mangiare. Sa stare in compagnia di tutti ma non ha paura a stare da sola. In questo caso la quercia diventa una signora potente e severa e assai maestosa. Ha un forte legame con la terra, sebbene a volte salga ad altezza notevole, la quercia è più attenta a ciò che accade ai suoi piedi, perché come una mamma, guarda sempre verso il basso, verso la testa dei suoi cuccioli. Il suolo ai piedi della quercia è ricco dei suoi frutti e quindi è davvero molto frequentato dagli animali del bosco: tiene vicini a sé i suoi figli con amore materno ed è molto generosa con chi la rispetta.

Il tronco della quercia non diventa molto largo, ma spesso si divide in due diramazioni principali: le due braccia forti della massaia. La corteccia è ruvida e intagliata come le rughe di una contadina. La sua pelle forte riveste anche le foglie che non si staccano mai da lei.

La quercia può vivere moltissimo. Questo la rende saggia. La quercia è saggia fin da piccola, già da ghianda non esce di casa senza il cappello, ma a differenza del castagno la quercia non si difende, è più aperta, comunicativa. È una pianta molto chiacchierona, ti abbraccia e si lascia abbracciare volentieri, ma ha un tocco rude. È vitale e pesante nelle sue esteriorizzazioni.

SINTESI DEL CARATTERE

Senso materno, saggezza, forza, longevità, socievolezza, vitalità, senso pratico, materialità.

domenica 29 novembre 2009

Il carattere degli alberi

IL CASTAGNO

Il castagno è un tipo rustico dal carattere scontroso ma che nasconde un cuore generoso. A differenza del faggio il castagno vive volentieri insieme ad altre specie di alberi, non ha problemi di comunicazione, anzi, tutto il suo aspetto delinea un carattere aperto anche se sotto una apparente scorza dura.

Il castagno è un grande lavoratore, forte, non si risparmia. La sua forza e robustezza più che nell’altezza si riscontrano nello sviluppo in larghezza del tronco. La corteccia del castagno adulto è ruvida e scanalata, ospita molte forme di vita, così come le sue radici e le fronde. Il castagno è infatti tutto sommato un tipo socievole, gli piace aiutare gli altri e lo fa senza darlo a vedere, nel modo migliore, con umiltà. Il suo frutto ne è un esempio: è un frutto molto nutriente dal dolce sapore, farinoso, ha un cuore tenero, sebbene lo si debba cercare in mezzo alle spine. Si dona senza fare il prezioso, con abbondanza, anche allo stato selvatico.

Il castagno ha la robustezza fisica e il carattere dell’uomo di campagna. A differenza dei montanari, che possono facilmente anche stare da soli, il castagno deve starsene in compagnia ed infatti anche le sue radici sono tra quelle che si accoppiano più facilmente con ottimi tipi di funghi. La sua bontà di fondo a volte lo rende fragile agli assalti di parassiti e dei rampicanti ma se la sua salute è buona e non è troppo giovane, il castagno sa difendersi bene.

Le foglie lunghe, larghe, con nervature molto appariscenti, seghettate ai margini in modo evidente, ne restituiscono l’immagine di un tipo non elegante né dal sapere troppo raffinato, ma comunque saggio, educato e dal fiero portamento.



CARATTERI

Rudezza, semplicità, generosità, laboriosità, socievolezza, saggezza pratica, robustezza.

venerdì 27 novembre 2009

Il mio lavoro, gioia e tormento...









Che cosa si intende per “benessere olistico”
Per benessere olistico si intende il raggiungimento di una situazione di armonia e salute all’interno delle diverse dimensioni dell’uomo: la dimensione corporea (salute fisica), quella emotiva (salute ed equilibrio delle emozioni e delle relazioni), quella mentale (salute ed equilibrio nel regno delle cause) e quella spirituale (salute ed equilibrio nel contatto con le dimensioni superiori).

Che cosa si intende per “consulenza pedagogica”
La consulenza pedagogica utilizza il colloquio come metodo di indagine e di incontro.
La consulenza pedagogica avviene attraverso tre momenti principali:
1. racconto delle storie di vita (anamnesi)
Attraverso i colloqui il consultato viene invitato dal pedagogista ad una azione di anamnesi, ovvero al racconto della propria storia di vita.
2. interpetazione della storia di vita
Attraverso l’interpretazione della storia di vita, il pedagogista giunge a definire il problema del consultato da un punto di vista formativo, dove per formazione si intende il percorso che ogni soggetto è chiamato a compiere per raggiungere la completa realizzazione del proprio essere.
3. l’individuazione della de-formazione
Sotto la lente della formazione, il problema, qualunque siano le sue esteriorizzazioni, viene definito quale de-formazione, ovvero una deviazione del soggetto dal percorso che lo deve portare alla realizzazione del proprio essere.
4. intervento mediante la riflessione sulle categorie formative
Utilizzando le categorie formative di base ed altre che riterrà opportune per ogni singolo caso, il pedagogista interverrà sul problema mediante un percorso di riflessione, che ha lo scopo di riportare il soggetto a ristabilire il contatto con la propria storia formativa.

Cosa significa interpretare
Interpretare significa decifrare e indagare i segni di un qualunque “testo” (libro, quadro, persona, fatto) che ci troviamo di fronte (semiotica - scienza dei segni) e dare un significato a questo testo (ermeneutica – scienza dell’interpretazione).
Nell’interpretare le storie di vita di un consultato, il pedagogista non dovrà commettere delle forzature (interpretazioni che snaturano il soggetto interpretato) né dovrà farsi condizionare dalle sue esperienze personali e dai suoi giudizi di valore.
Il risultato dell’interpretazione è un testo nuovo, formato dall’intersezione di due orizzonti: quello del consultato e quello del pedagogista.
Un critico d’arte interpreta un quadro: con la semiotica indaga i segni del quadro (tratti, colori, soggetti rappresentati, tecnica pittorica, contesto storico, autore etc); con l’ermeneutica attribuisce al quadro un significato, tenendo presenti le intenzioni significative dell’autore e non lasciandosi influenzare dal suo gusto artistico.

Consulenza pedagogica e approccio olistico
Per le sue caratteristiche la consulenza pedagogica utilizza un approccio di carattere olistico, e non settoriale, alla persona.
La consulenza pedagogica vede il soggetto come uomo nel senso globale del termine, con tutte le sue dimensioni.
La consulenza pedagogica non offre soluzioni preconfezionate ma interviene sui singoli casi. Uno stesso consultato in due momenti di vita diversi beneficerà di un intervento diverso, in quanto ogni uomo, vivendo, sempre si tras-forma. Due consultati diversi con la stessa esteriorizzazione del problema beneficeranno di interventi diversi, dove la differenza rappresenterà la cifra della loro unicità.

Differenza con la consulenza psicologica
Sebbene abbiano alcune caratteristiche comuni (utilizzo del colloquio, interventi sui singoli casi), la consulenza pedagogica e quella psicologica si differenziano per alcune importanti caratteristiche:
1. Il pedagogista non sottopone il consultato a test diagnostici, in quanto considera la dimensione umana non sondabile con metodi empirici-sperimentali (modelli matematici). Il pedagogista infatti non utilizza un metodo empirico sperimentale riportando i risultati di test su valori matematici, ma utilizza una metodologia (methòs-logòs = discorso sul metodo) che si concretizza nell’azione dell’interpretare, la quale dà spazio ad una soggettività dell’intervento.

2. Il pedagogista sonda tutte le dimensioni dell’uomo e non solo quella delle dinamiche psichiche.

mercoledì 25 novembre 2009

Il carattere degli alberi


IL FAGGIO

Il faggio è un albero che sa il proprio valore, è molto sicuro di se stesso. Quando si passa nella faggeta ci si sente osservati dall’alto verso il basso, perché il faggio, intelligente e istruito, a volte è anche un tantino pieno di sé.
Il faggio nasce in una famiglia molto unita e compatta. Cresce protetto e circondato da mille cure. Per questo il suo sviluppo procede quasi sempre senza ostacoli e grossi problemi. Si alza diritto e sicuro verso la luce, alla ricerca della sua realizzazione, che quasi sempre seguirà le impronte della famiglia di origine. Il faggio ha forti radici, il suo corpo esprime questa forza, e decisione, e capacità di raggiungere le sue mete senza lasciarsi irretire dagli altri.
Con una famiglia dai valori così saldi e così indivisa, il faggio non impara a dialogare con gli estranei e resta piuttosto chiuso e diffidente nei confronti di questi. Infatti, specialmente quando vive in famiglia, ha un carattere poco comunicativo, freddino, i suoi occhi sono severi, le sue braccia sono tese verso l’alto non predisposte all’abbraccio ma piuttosto all’elevazione. Dialoga volentieri solo con i familiari, alle altezze dove le fronde sono più folte.
Quando il faggio decide di vivere lontano dalla famiglia sviluppa un carattere molto determinato e forte. In questi casi la mancanza di protezione dei familiari lo rendono più tormentato e contorto, ma in compenso spesso sviluppa una maggiore capacità comunicativa allargando le braccia verso l’esterno.
Il faggio è un albero dal sistema immunitario molto forte, in quanto è un tipo molto equilibrato. Non si ammala e anche le sue foglie non marciscono, ma creano lettiere confortevoli e calde che durano a lungo inalterate.
La livrea, sia estiva che autunnale esprime il carattere sicuro e intellettuale del faggio. È infatti il suo modo di esprimersi, un linguaggio elegante ma non troppo estroso, che sa in poche parole racchiudere tutto il senso della ricerca filosofica dell’assoluto. Da bambino è diligente, da adulto è assennato, da vecchio è filosofo.
Perr vivere bene il faggio richiede delle condizioni molto specifiche. Come tutti i signori di una certa distinzione, il faggio infatti non potrebbe vivere ovunque, ma ha delle esigenze molto precise: versanti freschi e ombreggiati, ma non troppo esposti al vento e alle rigide temperature, il ghiaccio è suo nemico così come il sole troppo caldo. Il terreno dove affondano le sue radici deve essere molto morbido, umido e ricco.
Così il faggio, un po’ come i signori di buona famiglia, non si adatta a vivere in tutti i luoghi e non è un bravo colonizzatore. Come abbiamo già detto preferisce starsene all’interno del proprio entourage dove sa di godere di privilegi ed agi.

SINTESI DEL CARATTERE
Sicurezza in se stesso, inattaccabilità, intelligenza, cultura elevata, eleganza, severità, scarsa socievolezza, legame forte alla famiglia d’origine, sistema immunitario molto forte.

martedì 24 novembre 2009

Canzone delle foglie


Foglie gialle rosse e marroni
insieme a tante altre arancioni
corron veloci portate dal vento
o cadono a terra con passo un pò lento;

alcune timide altre chiassose,
altre vivaci e pur vanitose,
stanche certune si fermano e stanno
altre che fremono e ancor voleranno,

il bosco è pieno dei loro sbadigli
mentre il tramonto dà buoni consigli
su quali abiti deve indossare
una foglia d’autunno per ben riposare.

Verrà l’inverno col sole basso
con le sue notti strette nel ghiaccio
con la coperta di soffice neve
tutte le foglie coprirà lieve;

tutte faranno un sonno sereno
in dolce attesa dell’arcobaleno
che sciolta la neve con pioggia sincera
sarà segno certo della primavera.

Dove saranno le foglie assonnate?
Non le vedrai perché sono tornate
sopra quei rami dell’albero padre
da cui partiron sicure e leggiadre.

Hanno compiuto un viaggio incredibile
che a noi non sembra forse possibile
dal suolo al tronco dal tronco al ramo
è una magia che non conosciamo

sono tornate a vestire le fronde
di belle tinte chiare o profonde
il sole estivo le riscalderà
finché l’autunno non ritornerà.

tanti piccoli semi